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..segue.
L'Ente
di A. Fenu
E conferma
all'equipe guidata e
coordinata dall'arch.
Ranzani Di Milano
l’incarico della
redazione del Piano
socio economico della
comunità, carta
fondamentale della
programmazione
territoriale. Il
documento viene
portato a termine
nell'arco di poco più
di due anni e viene
presentato alla
società civile in un
convegno svoltosi a
Bono nel 1981 alla
presenza delle forze
politiche, sindacali e
imprenditoriali della
provincia di Sassari.
La costituzione delle
comunità montane
avviene in Sardegna
con la L.R. n.26 del
1975 e con la loro
individuazione con
L.R. n.52 del 1978 a
sette anni di distanza
dalla legge n.1102 del
dicembre 1971. Per non
creare figli e
figliastri il governo
della Regione Sardegna
istituisce ben 25
comunità montane senza
tener conto di criteri
Statali dalla legge
nazionale relativi
all'altitudine e alla
“mondanità”.
Ne
consegue un Ente sovraccomunale che
risponde agli
obiettivi della sua
istituzione quando ha
coma scopo precipuo
quello di sanare gli
squilibri sociali ed
economici delle aree
che per motivi di
isolamento e di
marginalità accusano
una situazione di
degrado e di
sottosviluppo rispetto
alle aree di pianura.
Ma genera problemi
complessi e spesso di
frattura quando nella
stessa comunità
insistono zone montane
e zone costiere.
Le battaglie fatte dai rappresentanti del sistema delle Autonomie locali
per sanare questi
ibridi non hanno
sortito nel tempo
alcun risultato. |
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Le Comunità
Montane
di Mariantonietta Langiu
Le
Comunità Montane sono state previste Legge 1102 del 1971,
con la quale, a quel tempo, lo Stato italiano volle avviare
una nuova politica a favore della montagna: questa politica
si basava sulla Comunità Montana, come organo di governo del
territorio, e sulla programmazione quale metodo di azione
per lo sviluppo economico e sociale.
In Sardegna, a tutt’ora, la costituzione delle Comunità Montane è stata
regolamentata (oltre che dalla legge 1102) da due leggi
della Regione: la n.26 del 1915 e la n.52 del 1976. Queste
leggi prevedevano la delimitazione dei territori e le
modalità di composizione degli organi delle Comunità Montane
(nel cui Consiglio è assicurata la presenza dei
rappresentanti dei Comuni).
Altre norme sono contenute nello Statuto, che la Comunità Montana
“Goceano” si è data nel 1979 (e che è stato approvato dalla
Regione con la Legge n. 39 del 1980).
Una delle funzioni più importanti della Comunità Montana è stata quella
di programmare lo sviluppo della zona attraverso un piano di
sviluppo economico e sociale. E’ ciò che ha fatto la
Comunità del Goceano, con un piano che, con l’ultimo
aggiornamento datato 2001, partendo dalla conoscenza della
realtà della zona, ha previsto lo sviluppo dei vari settori
e dei servizi.
Tutta questa però è ormai storia, vecchia e recente.
Il rilancio dell’Ente Comunità Montana è già previsto dalla recentissima
normativa nazionale, L. 5 giugno 2003, n. 131 “Disposizioni
per l’adeguamento della Repubblica alla Legge costituzionale
18 ottobre2001, n. 3 , che prevede un rafforzamento delle
Comunità Montane tramite una maggiore autonomia normativa e
la partecipazione quale protagonista delle funzioni
amministrative per i piccoli Comuni.
Tutto ciò può trovare applicazione nella realtà sarda solo se
l’amministrazione Regionale darà finalmente attuazione alla
legislazione nazionale tramite gli atti di redifinizione
territoriale e funzionale dell’intero sistema degli EE.LL. e
per quanto soprattutto ci preme delle Comunità Montane che
ne costituiscono tessuto organico e fondamentale, ove venga
privilegiato il principio della “Montanità” rispetto a
quello finora praticato della densità demografica a
discapito delle aree deboli, così violando lo spirito della
stessa legge istitutiva delle Comunità Montane.
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