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A valle , nella frazione di
MOLIA una vasta necropoli a domus de janas ,
testimonia il profondo legame che univa i sardi
pre-nuragici ai propri morti e alla vita
ultraterrena .
L’ocra rossa delle pareti
che rende caratteristici alcuni ambienti richiama
il colore del sangue simbolo di rinascita e di
rigenerazione.
Nella località si insediano
anche i romani a cui si deve la costruzione di un
incantevole ponte a tre arcate sul fiume TIRSO.
Rocce granitiche e alberi
di ulivo rendono ancor più gradevole e suggestiva
la cornice in cui si trova il ponte.
Nell’ area montana i
numero nuraghi testimoniano l’esistenza di nuclei
abitativi risalenti all’ età preistorica .
A rendere più interessante
la visita monumenti contribuisce lo splendido
paesaggio circostante ricco di boschi di leccio e
roverelle ultra centenarie .
Roverelle come quella di “SA MELABRINA” indicata dalla “vox populi” come la
più antica d ’europa , boschi come quello di “Sa
Cariasa” dove l’azione distruttiva dell’uomo è
stata minima se non assente, singolari innesti
naturali come quello fra un leccio e una
roverella visibile nello splendido parco comunale
di jscuvude ,consentono a coloro che vogliono
trascorrere una giornata in mezzo alla natura ,di
conoscere e visitare un territorio inesplorato.
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