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Il Goceano

Il Castello di Burgos   Il territorio del Goceano è ubicato nella Sardegna centro-settentrionale, comprende i Comuni di Anela, Benetutti, Bono, Bottidda, Bultei, Burgos, Esporlatu, Illorai e Nule. Attraversato dal fiume Tirso, è orlato dalla catena del Goceano che raggiunge i 1259 metri a Sa Punta Manna del Monte Rasu, una delle più alte vette della Sardegna dopo il massiccio del Gennargentu e il Monte Limbara.

Il territorio è di notevole interesse naturalistico per la presenza di estese e splendide superfici boscate e di endemismi sardo-corsi assai rari. Dal punto di vista storico - archeologico sono noti siti di notevole valore scientifico fra i 340 censiti.

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La Comunità Montana del Goceano

di A. Fenu

La Comunità montana Goceano si presenta con una immagine di eccellenza sotto il profilo della omogeneità, sul piano storico e geografico, e sulla comunanza dei problemi, ampiamente condivisi dalle popolazioni. L'eccellenza sta nei punti di forza per uno sviluppo armonico ed integrato, che individua i poli di sinergia nella montagna e nella zona termale di San Saturnino.

Il Goceano

La montagna, una fra le migliori risorse ambientali della provincia di Sassari è ricca di boschi ameni e di limpide sorgenti da "Iscuvudé" in agro di Illorai a "Sa Fraigada" in agro di Bultei e comprende le aree di maggiore attrazione turistica per le bellezze naturali, paesaggistiche e culturali di Foresta Burgos, Monte Pisanu e Monti di Aneleto.

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Le Comunità Montane

di Mariantonietta Langiu

  Le Comunità Montane sono state previste Legge 1102 del 1971, con la quale, a quel tempo, lo Stato italiano volle avviare una nuova politica a favore della montagna: questa politica si basava sulla Comunità Montana, come organo di governo del territorio, e sulla programmazione quale metodo di azione per lo sviluppo economico e sociale.
  In Sardegna, a tutt’ora, la costituzione delle Comunità Montane è stata regolamentata (oltre che dalla legge 1102) da due leggi della Regione: la n.26 del 1915 e la n.52 del 1976. Queste leggi prevedevano la delimitazione dei territori e le modalità di composizione degli organi delle Comunità Montane (nel cui Consiglio è assicurata la presenza dei rappresentanti dei Comuni).
  Altre norme sono contenute nello Statuto, che la Comunità Montana “Goceano” si è data nel 1979 (e che è stato approvato dalla Regione con la Legge n. 39 del 1980).
  Una delle funzioni più importanti della Comunità Montana è stata quella di programmare lo sviluppo della zona attraverso un piano di sviluppo economico e sociale. E’ ciò che ha fatto la Comunità del Goceano, con un piano che, con l’ultimo aggiornamento datato 2001, partendo dalla conoscenza della realtà della zona, ha previsto lo sviluppo dei vari settori e dei servizi.
  Tutta questa però è ormai storia, vecchia e recente.
  Il rilancio dell’Ente Comunità Montana è già previsto dalla recentissima normativa nazionale, L. 5 giugno 2003, n. 131 “Disposizioni per l’adeguamento della Repubblica alla Legge costituzionale 18 ottobre2001, n. 3 , che prevede un rafforzamento delle Comunità Montane tramite una maggiore autonomia normativa e la partecipazione quale protagonista delle funzioni amministrative per i piccoli Comuni.
  Tutto ciò può trovare applicazione nella realtà sarda solo se l’amministrazione Regionale darà finalmente attuazione alla legislazione nazionale tramite gli atti di redifinizione territoriale e funzionale dell’intero sistema degli EE.LL. e per quanto soprattutto ci preme delle Comunità Montane che ne costituiscono tessuto organico e fondamentale, ove venga privilegiato il principio della “Montanità” rispetto a quello finora praticato della densità demografica a discapito delle aree deboli, così violando lo spirito della stessa legge istitutiva delle Comunità Montane.

La Nuova Comunità Montana del Goceano

di Mariantonietta Langiu

Facendo seguito sinteticamente all’exursus storico presentato in questo sito nel 2004 e titolato “Le Comunità Montane”, è indispensabile evidenziare che con Legge regionale 2 agosto 2005, n°12 “Norme per le Unioni di Comuni e le Comunità Montane. Ambiti adeguati per l’esercizio associato di funzioni. Misure di sostegno per i piccoli Comuni” si è dato il via in Sardegna alla ridefinizione degli ambiti territoriali ottimali sovraccomunali, anticipando per le zone montane criteri di definizione e appartenenza che sarebbero stati poi definiti in via generale dalla finanziaria nazionale 2008 stabilendo tempi e modi per regolamentarne autonomamente in sede regionale il riordino.
Posto che la Regione Autonoma Sardegna gode di autonomia statutaria speciale (si ricorda che lo statuto regionale sardo è tuttora norma di rango costituzionale per cui nella gerarchia delle fonti prevale sulle norme ordinarie) in materia di Enti locali la Regione può legiferare con valore ed efficacia prevalente sulla normativa ordinaria statale; questo anche al di là della riforma del titolo V° della costituzione italiana che ha avviato il lungo processo di federalismo pure nei confronti delle regioni a statuto ordinario.
Pertanto la Legge regionale sarda n°12/2005 ha stabilito un punto fermo per la soppressione delle vecchie Comunità Montane nate dalla legge n°1102/71 e la creazione di Unioni di Comuni prive di caratteristiche di montanità e di nuove comunità Montane con caratteristiche di montanità in essa definite; il macchinoso e accidentato percorso procedurale che ne è sortito ha originato la nascita di circa 40 Unioni di Comuni e di 5 Comunità Montane, tra le quali quella del “Goceano” istituita con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n°66 del 28 maggio 2008 la quale ha mantenuto omogeneità e integrità di territorio, e alla quale dopo il difficile periodo di commissariamento iniziato nel marzo 2007 con la soppressione dei vecchi enti montani, sono stati trasferiti beni, personale e procedimenti con D.P.G.R. n°116 del 20/10/2008 e con verbale ufficiale di consegna del 12/11/2008.
Dopo la nascita, momento atteso da anni con trepida aspettativa in una parte di Sardegna bisognosa di sviluppo, emergono tutte le problematiche di cura, sostentamento e crescita sana del neonato, che per prosperare necessita di dotazioni materiali (in termini economici) e di amorevole attenzione da parte di mamma regione che l’ ha generato (il cui amore si tramuta poi sempre necessariamente in termini economici).
L’attuale situazione finanziaria è critica in quanto non sono stati ancora, a un anno dalla nascita, trasferiti i fondi statali per il funzionamento e investimento delle annualità 2008/2009 (di cui al D.Lg.vo 504/92). Le fonti di finanziamento statale, nell’ottica del decentramento e del federalismo, si stanno man mano esaurendo ed è lampante che resta quindi onere della amministrazione regionale provvedere al sostentamento di un ente intermedio locale rappresentativo delle istanze di una zona interna, in quanto tale disagiata, portatrice di splendide potenzialità e bisognosa di sviluppo urgente, nell’ambito sacrosanto del principio di sussidiarietà amministrativa delle autonomie locali.
Il neo eletto organismo dell’UNCEM Sardegna richiede insistentemente finanziamenti specifici ad hoc per il funzionamento e l’investimento delle nuove Comunità Montane per poter dare aria e gambe alle terre di periferia rispetto alle più forti aree costiere e metropolitane.

Degli auspicati sviluppi si darà conto e commento nella “prossima puntata”.