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Anela

Anela Comune di Anela
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A lungo capoluogo di "curatoria" è considerato uno dei centri più vecchi del Goceano. La tradizione vuole che sia stata una colonia Romana a fondare Anela e che l’origine fosse quella di "Mansio" o stazione stradale.

 Le scoperte, effettuate in oltre un secolo, confermano la presenza Romana nel territorio ma escludono che vi fosse dislocata una guarnigione militare, come aveva fatto supporre a lungo il ritrovamento di un congedo in bronzo rilasciato dall’Imperatore Galba al soldato “Ursario, figlio di Tornale”.

Storia

   Gli studiosi ritengono che il militare, una volta congedato, abbia preferito insediarsi con la propria famiglia in altitudine, anziché nella piana di San Saturnino. In località “Carchinarzu” durante dei lavori di aratura sono stati rinvenuti alcuni piccoli pesi di terracotta, usati soltanto per telai verticali che fanno quindi pensare all’esistenza di una sia pur minima attività familiare. A meno di 1 km dal paese, erano visibili fino a 40 anni fa in località “Telavà” resti di una struttura muraria, forse una necropoli, ora completamente distrutta. Più consistenti le tracce della presenza dell’uomo nel periodo prenuragico e nuragico.

Ambiente e Territorio

   Al confine con il territorio di Nughedu S.Nicolò, recenti lavori hanno messo in luce il complesso funerario di “Sos Furrighesos”, una ventina di Domus de Janas in parte ancora da scavare. Collegata alla cultura di S.Michele la necropoli è arricchita  al suo interno da alcuni bassorilievi e graffiti raffiguranti corna taurine; lo stesso motivo compare in un’altra “domu” nella vicina località “Tuvu’ e Carru”. In località “Siana”, sorge l’importante complesso, composto da un nuraghe, una muraglia di cinta e un pozzo sacro. Di epoca Giustiniana invece la fortificazione individuata a quasi 1000 metri di quota, in località S.Giorgio, nell’area demaniale dove sono visibili i resti di 4 torri disposte a quadrilatero e collegate da muraglie in parte crollate. La struttura si rivela doppiamente interessante perché custodisce al suo interno una ricca pagina della storia medioevale del Goceano;dentro la cinta nuragica sono visibili le fondamenta di quello che doveva essere il villaggio di Aneletto, sviluppatosi attorno alla chiesetta di S.Giorgio che esisteva già dal 1100. L’abitato si trovava nelle vicinanze della chiesetta di Santa Maria (o Nostra Signora  di Mesumundu )che, realizzata in stile semplice, fu consacrata il 13 Maggio del 1162 dal vescovo Attone di Castro, come attesta una pergamena rinvenuta durante i lavori di restauro,sotto le mura dell’altare,insieme a una crocetta d’argento contenente reliquie.

 L’anno successivo alla consacrazione la chiesa venne donata ai Camaldolesi insieme a quelle di S. Saturnino e di S. Giorgio di Aneletto, per Anela erano anni di grande prosperità è di benessere. Durante la dominazione Aragonese le malattie e la fame decimarono la popolazione che verso la fine del 1600 si era ridotta a circa 200 unità, fu allora che gli abitanti decisero di dar vita al nuovo centro. Il capoluogo di "curatoria" si era ridotto a  paese di terzo ordine,con strade irregolari e mal tenute, la chiesa parrocchiale, dedicata ai martiri Cosma e Damiano, priva di arredi sacri. Nel 1830 il paese contava appena 430 abitanti raggruppati nel rione della chiesa demolita per far posto all’attuale.

 Anela conta oggi circa 1000 abitanti, è tra i centri meno popolati del Goceano, ma ciò non impedisce lo sviluppo: l’attività pastorale ha trovato il luogo ideale per la trasformazione del latte dando vita a l’unico caseificio sociale della zona,rivelandosi indispensabile per gli allevatori del Goceano. Anche la foresta demaniale, che si estende per circa 1000 ettari,ricoperti di Lecci, Roverelle, Agrifogli, offre occupazione e abbondanti pascoli estivi, attrezzata per pic-nic e campeggi diventa risorsa economica e un elemento di attrazione turistica.