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Bono

Comune di BonoComune di Bono
Corso Angioy 1, 07011 Bono (SS)
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  Bono è considerato il Capoluogo del Goceano. Si trova ai piedi del Monte Rasu, la cui vetta di “Sa Punta Manna ” è alta 1259 metri, ed ha un territorio ricco di monumenti storici.   L’economia locale è soprattutto di tipo agro-pastorale sebbene sia discreta anche la presenza dell’artigianato rappresentato dalla lavorazione del ferro e del legno e della tessitura e panificazione. Nel paese sono presenti i principali servizi di pubblica utilità: la sede della Comunità Montana “Goceano”, un ufficio regionale ERSAT e quelli dell’Ispettorato Agrario, della Compagnia dei Carabinieri e del Corpo di Vigilanza Ambientale.

 Ambiente e Territorio

   Il territorio di Bono è caratterizzato da una grande varietà di paesaggi, in un continuo alternarsi di pianure, colline e montagne. Di grande importanza naturalistica è anche la località di “Sos Nibberos”, posta alle pendici Nord-Ovest del Monte Rasu. La sua foresta di Taxus baccata, dichiarata monumento naturale, è la più grande d’Italia ed ha esemplari millenari che raggiungono i 16 metri d’altezza ed un diametro superiore al metro. A poca distanza dal paese si trovano il Monte Pisanu e l’area di sosta “Sa Puntighedda”. Vicino alla Caserma delle Guardie Forestali di Monte Pisanu, a 861 metri d’altezza, sono state impiantate diverse specie arboree quali, il cedro dell’atlante, la roverelle, le tuie giganti, tra esse emerge un notevole esemplare di abete bianco. La maggior parte del territorio di Bono per rilevante interesse naturalistico, è protetto salvaguardato dalla intensa attività svolta dal corpo forestale e di vigilanza ambientale RAS e dell’azienda foreste demaniali ed è frequentato da molti turisti attratti anche dalla presenza di numerosi laghetti.

 Storia

 Il territorio di Bono per la sua posizione è stato abitato sin dall’antichità, sono numerose, infatti, le tracce lasciate dalla “Cultura di San Michele”, dalla civiltà nuragica e dalle successive. Durante la prima metà del XII secolo, sul Monte Rasu fu costruito uno dei primi conventi francescani fondati in Sardegna ma, venne chiuso nel 1769 ed ora non rimangono che pochi ruderi. Nel Medioevo Bono apparteneva alla Curatoria del Goceano ed a questo periodo risalgono molti edifici ecclesiastici tuttora visitabili, tra i quali, la chiesa di San Gavino di Lorthia, posta nei pressi dell’antico villaggio omonimo abbandonato, interno al 1700, forse per un’epidemia di peste. Sotto la dominazione spagnola Bono subì la sorte del resto della Sardegna: spopolamento e depressione economica ma, nel 1721, dopo la cessione del Regno di Sardegna ai Savoia, la situazione migliorò con un notevole incremento dell’attività agricola. Nel 1796, in seguito alla partecipazione ai moti antifeudali di Giovanni Maria Angioy, nativo del luogo, Bono venne attaccato dalle truppe piemontesi che dopo averlo bombardato lo conquistarono. I bonesi aspettarono i soldati sulla via del ritorno, li attaccarono e ne fecero prigionieri alcuni. Agli inizi del secolo scorso Bono per qualche anno fu capoluogo di Provincia poi venne inserito nella Provincia di Sassari sebbene, tutt’oggi mantenga maggiori rapporti culturali ed economico con quella di Nuoro.