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Bottidda

Comune di Bottidda

Comune di Bottidda
via Goceano 2, 07010 Bottidda (SS)
Tel 079.793512 - Fax 079.793575
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www.comune.bottidda.ss.it

 

 Di primo acchito dà l’impressione di non avere un passato. Troppo solare e troppo recente , urbanisticamente pulita e lineare, per riuscire a smentire il suo apparire nuova di zecca. Arrivandoci, sempre che lo si desideri, si può provare idealmente l’emozione di un viaggio col treno che a concludersi in una stazione ferroviaria ormai dismessa. Quella veramente rappresenta una “ lastima”: ci fosse stato ancora quel trenino che partiva da Tirso Scalo per arrivare ansimando fino a Chilivani. 

Storia
 
  Ai tempi del Taramelli i nuraghi censiti in agro comunale erano 13 e tutti, già da allora, in stato di precaria conservazione. La presenza di un numero così elevato di nuraghi depone ovviamente a favore della più elementare delle considerazioni: Bottidda esisteva, se pur a livello di presenze umane, già dal tempo più remoto. Andare per nuraghi potrebbe essere uno svago, ma potrebbe e dovrebbe essere anche occasione di studio e di ricerca di quelle che sono state le origini. Sa Corona, Ortivai,  Mastru Porcu, Sa Pietade, Tanca Noa che non è stato mai concluso, Orrios per via dei contenitori di grano che vi furono rinvenuti, e via dicendo. È possibile che possano ancora nascondere "siddados" ? Un tesoro lo nascondono di certo. Anche se diroccati dal tempo e dall'umana insipienza, è dimostrato che nei loro anfratti sono ancora capaci di custodire dei segreti. Volendo andare a caccia di emozioni, per venirne a capo basta avere un po' di pazienza e saper tendere l'orecchio in attesa che un soffio di vento li venga a svelare.

Ambiente e Territorio
 
 Incastonata a valle della catena del Monterasu, Bottidda si estende su un pianoro assolato. A sinistra la fortezza medievale sembra stare di guardia per darle sicurezza. Dall’altro lato una collina, con tanto di nuraghe, che  rassomiglia , invece, ad un diadema. L’impressione non dev’essere recente, tanto è vero che quelli del luogo il sito lo hanno sempre conosciuto come Monte ‘e Nuraghe  Corona. L'ambiente nel demanio comunale è assai variegato: fiume, pianoro, colline, laghetto e montagna. Ovunque strade sterrate e sentieri che si diramano per condurre in ogni dove. Il monte è ricoperto di lecci, di querce e castagni ed è assai ricco di sorgenti perenni. Animali selvatici, copiosi, vi trovano dimora e l'attività venatoria ne trae costante giovamento. Le piante sono talvolta secolari, ma niente hanno di comparabile col maestoso olivastro che, a valle, dimora nei pressi del nuraghe S'0rculana. Davanti a quel monumento naturale che, per mille anni, ha saputo resistere all'oltraggio del tempo tiranno, del vento impetuoso e degli incendi boschivi, rimanere senza fiato è il minimo che possa accadere. Bottidda aveva un tesoro e non sapeva di averlo. Il ritrovamento, per assurdo che possa sembrare, è abbastanza recente. Una volta passato lo stupore iniziale è auspicabile che ci si adoperi non solo per farsene vanto ma anche per promuovere iniziative che servano per farlo conoscere.