Questo sito NON utilizza cookie di profilazione. Questo sito consente i cookie di terze parti (legati alla presenza dei “social plugin”).
Cliccando su “OK ” si acconsente all'uso dei cookie. Cliccando su "Info" si legge l'informativa completa.

Burgos

Comune di Burgos Comune di Burgos
Via Marconi 1, 07010 Burgos (SS)
Tel 079.793505 - Fax 079.793004
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Posta elettronica certificata: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.comune.burgos.ss.it

 

La fondazione del villaggio risalirebbe al 1393, quando Mariano d’Arborea condusse 25 famiglie di coloni perché coltivassero le terre della Corona. Cosi sorse il paese, in una posizione di forte pendio, ai piedi dell’erta roccia su  cui era  stato fondato dal giudice di Torres, Gonario, fra il 1127 e il 1129, il castello del Goceano (detto oggi anche castello di Burgos). Del castello resta oggi una triplice cinta di mura, in cui si aprono larghe feritoie, e soprattutto la possente torre centrale.

 Ambiente e Territorio

 La montagna alle spalle del paese è di incomparabile bellezza. A Foresta Burgos, al centro della vasta catena di boschi che segue i crinali del Goceano, vi sono centri di assistenza forestale e un importante centro di allevamento ippico.

 Storia

   Nel castello si svolse una parte della storia del Goceano, conteso prima fra i giudici sardi, poi fra giudici di Torres e Pisani, poi fra gli Arborea e Aragonesi. Qui, agli inizi del Duecento, il giudice di Cagliari Guglielmo di Massa assediò e fece prigioniera la moglie del giudice Costantino di Torres, Prunisinda; qui, alla metà del Duecento, visse la giudicessa Adelasia di Torres abbandonata dal marito Enzo di Svevia, nominato “re di Sardegna” dal padre, l’imperatore Federico II; qui, infine, si rifugiò con i suoi uomini Araldo, figlio di Leonardo Alagon, ultimo discendente degli Arborensi, poco prima che, con la battaglia di Macomer dove lo stesso Artaldo trovò la morte (1478), declinasse per sempre la resistenza dei sardi alla conquista aragonese. Il territorio tutt’intorno era naturalmente abitato già nell’antichità, come testimoniano i nuraghi di Sa Toa, Su Traile, Edra, Frida e Saddaco. La chiesa parrocchiale è intitolata a S. Antonio Abate.