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Nule

Comune di Nule Comune di Nule
via Roma 1, 07010 Nule (SS)
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www.comune.nule.ss.it

 

   Il  paese di Nule può essere raggiunto percorrendo la strada provinciale che lo collega al resto del Goceano, con un nastro di strada assai tortuoso lungo circa tre chilometri, superando un dislivello che si aggira sui trecento metri.  Nule oggi è famosa per l'artigianato del tappeto, unico nel suo genere, che rappresenta una voce notevole e importante non soltanto nell'artigianato regionale, ma anche in quello nazionale ed estero. La tecnica della tessitura si differenzia dalle altre sia per l' utilizzo di un telaio verticale, sia per l'esclusivo impiego delle mani che sapientemente intrecciano i fili dei bei tappeti a fiamma di Nule.

 Ambiente e Territorio

 Il territorio  presenta caratteristiche simili a quelle che sono tipiche delle zone centrali della Sardegna  centro-settentrionale, con l'alternarsi continuo di pianori, di colline e di valli solcate da torrenti, vitali per l'economia agro-pastorale, e tutti confluenti nell'alveo del Tirso che lo attraversa in parte nella zona nord-occidentale. La parte che potremmo definire il "cuore" del territorio è costituita da quella zona che si suole chiamare "Su Campu", la vasta zona di altipiano che si estende verso est fino a S.Giovanni di Bitti.
Il suo territorio fu abitato fin dall'antichità i nuraghi accertati nel territorio di Nule sono 16. Anche se di qualcuno restano soltanto poche pietre di basamento, li possiamo così elencare:  N. di Arile, con struttura monotorre, N. di Badu' e Porchèddoso, N. di Sa ' e Chirighìnu, N. di Duscamine, con struttura semplice, monotorre, N. di Eddùtta, N. di Istelài, N. di di Laonìdde, N. di Molò, N. di Nàddu, N. di Pala 'e Nuràche, N. di Pittighèddu, N. di Sìsine, N. di Talavòe, N. di Taspìle, N. di Tomeòne, il più grande è il nuraghe Voes, protetto da una cortina di tre torri. Un fatto appare chiaro: il territorio di Nule, almeno in epoca nuragica, era ampiamente popolato. Nell'ambito delle strutture funerarie, sono ancora presenti tre dolmens ( Mialibèngo, Santu Leséi, Taspìle) e tre tombe di gigante ( S'Agara, Ispòro, Iscòrra Voès). In queste zone furono rinvenuti diversi reperti archeologici, tra i quali uno dei più misteriosi bronzetti nuragici che si conoscano, il bronzetto di Nule. Una sorta di mostro antropomorfo, metà toro e metà uomo, in cui alcuni hanno voluto vedere una versione nuragica del mitico centauro, altri un antico modello del Boe muliache, l'uomo diventato bue di cui si racconta nelle favole del folclore isolano.

 Storia

   Geograficamente Nule, non farebbe parte integrante dell'unità territoriale del Goceano, e infatti anche il suo destino storico fu diverso: non fece parte, come gli altri centri, della contea del Goceano (formata nel 1339 dai giudici di Arborea), ma fu incorporata, dopo la conquista aragonese, nel ducato del Monte Acuto, appartenente ai Teller Giron, sotto i quali restò sino al 1839, anno dell'abolizione del feudalesimo in Sardegna.