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Le Comunità Montane

di Mariantonietta Langiu

  Le Comunità Montane sono state previste Legge 1102 del 1971, con la quale, a quel tempo, lo Stato italiano volle avviare una nuova politica a favore della montagna: questa politica si basava sulla Comunità Montana, come organo di governo del territorio, e sulla programmazione quale metodo di azione per lo sviluppo economico e sociale.
  In Sardegna, a tutt’ora, la costituzione delle Comunità Montane è stata regolamentata (oltre che dalla legge 1102) da due leggi della Regione: la n.26 del 1915 e la n.52 del 1976. Queste leggi prevedevano la delimitazione dei territori e le modalità di composizione degli organi delle Comunità Montane (nel cui Consiglio è assicurata la presenza dei rappresentanti dei Comuni).
  Altre norme sono contenute nello Statuto, che la Comunità Montana “Goceano” si è data nel 1979 (e che è stato approvato dalla Regione con la Legge n. 39 del 1980).
  Una delle funzioni più importanti della Comunità Montana è stata quella di programmare lo sviluppo della zona attraverso un piano di sviluppo economico e sociale. E’ ciò che ha fatto la Comunità del Goceano, con un piano che, con l’ultimo aggiornamento datato 2001, partendo dalla conoscenza della realtà della zona, ha previsto lo sviluppo dei vari settori e dei servizi.
  Tutta questa però è ormai storia, vecchia e recente.
  Il rilancio dell’Ente Comunità Montana è già previsto dalla recentissima normativa nazionale, L. 5 giugno 2003, n. 131 “Disposizioni per l’adeguamento della Repubblica alla Legge costituzionale 18 ottobre2001, n. 3 , che prevede un rafforzamento delle Comunità Montane tramite una maggiore autonomia normativa e la partecipazione quale protagonista delle funzioni amministrative per i piccoli Comuni.
  Tutto ciò può trovare applicazione nella realtà sarda solo se l’amministrazione Regionale darà finalmente attuazione alla legislazione nazionale tramite gli atti di redifinizione territoriale e funzionale dell’intero sistema degli EE.LL. e per quanto soprattutto ci preme delle Comunità Montane che ne costituiscono tessuto organico e fondamentale, ove venga privilegiato il principio della “Montanità” rispetto a quello finora praticato della densità demografica a discapito delle aree deboli, così violando lo spirito della stessa legge istitutiva delle Comunità Montane.