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La Nuova Comunità Montana del Goceano

di Mariantonietta Langiu

Facendo seguito sinteticamente all’exursus storico presentato in questo sito nel 2004 e titolato “Le Comunità Montane”, è indispensabile evidenziare che con Legge regionale 2 agosto 2005, n°12 “Norme per le Unioni di Comuni e le Comunità Montane. Ambiti adeguati per l’esercizio associato di funzioni. Misure di sostegno per i piccoli Comuni” si è dato il via in Sardegna alla ridefinizione degli ambiti territoriali ottimali sovraccomunali, anticipando per le zone montane criteri di definizione e appartenenza che sarebbero stati poi definiti in via generale dalla finanziaria nazionale 2008 stabilendo tempi e modi per regolamentarne autonomamente in sede regionale il riordino.
Posto che la Regione Autonoma Sardegna gode di autonomia statutaria speciale (si ricorda che lo statuto regionale sardo è tuttora norma di rango costituzionale per cui nella gerarchia delle fonti prevale sulle norme ordinarie) in materia di Enti locali la Regione può legiferare con valore ed efficacia prevalente sulla normativa ordinaria statale; questo anche al di là della riforma del titolo V° della costituzione italiana che ha avviato il lungo processo di federalismo pure nei confronti delle regioni a statuto ordinario.
Pertanto la Legge regionale sarda n°12/2005 ha stabilito un punto fermo per la soppressione delle vecchie Comunità Montane nate dalla legge n°1102/71 e la creazione di Unioni di Comuni prive di caratteristiche di montanità e di nuove comunità Montane con caratteristiche di montanità in essa definite; il macchinoso e accidentato percorso procedurale che ne è sortito ha originato la nascita di circa 40 Unioni di Comuni e di 5 Comunità Montane, tra le quali quella del “Goceano” istituita con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n°66 del 28 maggio 2008 la quale ha mantenuto omogeneità e integrità di territorio, e alla quale dopo il difficile periodo di commissariamento iniziato nel marzo 2007 con la soppressione dei vecchi enti montani, sono stati trasferiti beni, personale e procedimenti con D.P.G.R. n°116 del 20/10/2008 e con verbale ufficiale di consegna del 12/11/2008.
Dopo la nascita, momento atteso da anni con trepida aspettativa in una parte di Sardegna bisognosa di sviluppo, emergono tutte le problematiche di cura, sostentamento e crescita sana del neonato, che per prosperare necessita di dotazioni materiali (in termini economici) e di amorevole attenzione da parte di mamma regione che l’ ha generato (il cui amore si tramuta poi sempre necessariamente in termini economici).
L’attuale situazione finanziaria è critica in quanto non sono stati ancora, a un anno dalla nascita, trasferiti i fondi statali per il funzionamento e investimento delle annualità 2008/2009 (di cui al D.Lg.vo 504/92). Le fonti di finanziamento statale, nell’ottica del decentramento e del federalismo, si stanno man mano esaurendo ed è lampante che resta quindi onere della amministrazione regionale provvedere al sostentamento di un ente intermedio locale rappresentativo delle istanze di una zona interna, in quanto tale disagiata, portatrice di splendide potenzialità e bisognosa di sviluppo urgente, nell’ambito sacrosanto del principio di sussidiarietà amministrativa delle autonomie locali.
Il neo eletto organismo dell’UNCEM Sardegna richiede insistentemente finanziamenti specifici ad hoc per il funzionamento e l’investimento delle nuove Comunità Montane per poter dare aria e gambe alle terre di periferia rispetto alle più forti aree costiere e metropolitane.

Degli auspicati sviluppi si darà conto e commento nella “prossima puntata”.