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Punto di partenza
La scelta di Foresta Burgos
come punto di partenza, è stata fatta oltre che
per la sua posizione facilmente accessibile, anche
perché la località è notevolmente interessante sia
dal punto di vista naturalistico che archeologico.
Il villaggio di Foresta Burgos era abitato fino
agli anni '50 dai militari che dal 1906 si
occuparono del Centro di Allevamento
Governativo,preparando gli animali alla guerra e
al servizio di polizia. Questo sino al 1954,
quando l'Esercito concentrò i suoi interessi sui
mezzi meccanici piuttosto che sui cavalli.
Da allora iniziò il declino di Foresta, ben
visibile a tutti con le case diroccate - Palattu e
Palazzina con la caratteristica soffittatura
lignea - così come le vecchie stalle costruite dai
militari che avevano anche sistemato le strade
bianche che attraversavano boschi, con degli
splendidi selciati ancora ben conservati.
Anche la chiesa di S.
Salvatore - costruita in questo secolo dai
militari - viene aperta solo in occasione della
festa in onore del santo che si celebra in Agosto,
oppure per qualche matrimonio.
Dal 1959 dell'azienda "Montes" se ne occupa
l'Istituto di Incremento Ippico la cui attività
più importante è l'allevamento del cavallo anglo -
arabo - sardo, oltre che fungere da nicchia
ecologica per l'asinello sardo, l'asinello bianco
dell'Asinara e il pony sardo chiamato anche Giarab,ottenuto
dall'incrocio tra le fattrici della Giara e gli
stalloni arabi.
Il punto di partenza a Foresta Burgos rappresenta
da solo un itinerario nel quale possiamo visitare
il borgo, passeggiare nei boschi e nei prati che
si estendono tutt'intorno e dove non è
assolutamente strano incontrare cavalli che
pascolano o osservare gli asinelli bianchi o i
cavallini della Giara all'interno dei recinti.
La VII Comunità Montana "Goceano" sta portando
avanti un progetto finalizzato all'incremento
massimo delle potenzialità che Foresta Burgos ha
nel campo del turismo equestre e delle attività
complementari.
Verranno realizzati il galoppatoio, le scuderie
(con 30 box per i cavalli) ed il maneggio coperto
(con una capacità ricettiva di 200 posti a
sedere), per l'addestramento e la preparazione dei
cavalli all'attività agonistica (possibile, così,
anche in inverno) che consentiranno lo sviluppo di
una qualificata scuola di equitazione .
Saranno ripristinati e sistemati i percorsi
pedonali per il collegamento dei fabbricati
residenziali esistenti in località "Chiesa e
Conzas"e in località "Cantina". Verranno
realizzati i sentieri di accesso al nuraghe Costa,
Presone, Su Fraile e Arvas e al laghetto. |
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Partendo da Foresta si prosegue sulla SP 43, per
circa km 1,5, per raggiungere a sinistra,
oltrepassando un cancello verde, l'area di sosta
La Pisanella
attrezzata per il pranzo all'aria aperta.
Proseguendo sulla strada bianca che costeggia un
ovile, ci si addentra in un bosco di roverella per
raggiungere, dopo circa 700 metri, la località
Pedras Rujas
dove si erge imponente e maestoso un magnifico
esemplare di Quercus suber di 4,4 metri di
circonferenza e 15 metri di altezza.
Proseguendo sulla sterrata per altri 600 metri,
oltrepassiamo un cancello verde per immetterci a
destra lungo la SP 7. Dopo circa km 1 si svolta a
destra in direzione Foresta e ci si immette sulla
SP 43. Dopo circa km 1,5 si svolta per Burgos-Bono
sulla SP 101. Dopo circa 800 metri scorgiamo a
sinistra il nuraghe Figuniedda
,
raggiungibile oltrepassando un cancello verde e
proseguendo a piedi per un centinaio di metri.
Ritornati sulla SP 101, dopo altri 700 metri, si
svolta a destra oltrepassando un cancello verde,
su una sterrata che conduce alla località di
Erismanzanu. Percorrendo la sterrata per 800
metri, oltrepassiamo un altro cancello verde a
sinistra, per scorgere sulla sinistra, dopo circa
300 metri, il maestoso nuraghe di Erismanzanu
,
adiacente ad un antico complesso aziendale.
Ritornati sulla
SP 101 e proseguendo verso Burgos, dopo circa km
1,5, fermiamo il veicolo sulla destra, in
corrispondenza della località Sa Serra
, per ammirare l'ampia vallata del Goceano, i
monti del Gennargentu e di Oliena.
Proseguendo per Burgos, scorgiamo il castello di
Burgos
che
raggiungeremo attraversando il paese.
L'ITINERARIO NEI SUOI PARTICOLARI
Da
Foresta Burgos raggiunta l'area di sosta La
Pisanella, attrezzata per il pranzo all'aria
aperta, ci si addentra in un bosco per raggiungere
la località Pedras Rujas, in territorio di Bottidda,
dove - su un altipiano caratterizzato da pascoli
arborati a roverella - emerge isolato un
bellissimo esemplare di Quercus suber, di
rilevante interesse scientifico, forestale e
turistico. Alto 18 metri, con il fusto di 4,40
metri. di circonferenza, si presenta maestoso,
specialmente per le robuste e caratteristiche
branche, che non hanno trovato ostacoli intorno,
per cui si sono sviluppate liberamente in modo
naturale.
Il percorso prosegue nel territorio di Burgos,
dove visiteremo il nuraghe Figuniedda, visibile
anche dalla SP 101.
Pur trovandosi vicinissimo ad un ovile è ben
conservato e ben tenuto, senza la solita
vegetazione che impedisce la visione totale del
monumento.
Il corridoio d'ingresso è coperto con lastre di
scisto piatte la garitta sulla destra e la scala
con crollo a sinistra che conduce alla camera
circolare con tre nicchie disposte a croce con le
pietre molto regolari, che si può apprezzare anche
dall'alto (la tholos, infatti, è crollata) insieme
alla regolarità della camera.
Proseguendo ci addentriamo nel territorio di
Esporlatu sino a giungere in località Erismanzanu,
dove sono siti il nuraghe ed il complesso rurale
omonimi.
Il primo è indubbiamente il monotorre meglio
conservato dell'intero Goceano anche se nel
terrazzo si trovano tre bellissimi lecci che
comunque non hanno intaccato le strutture visto
che la tholos è ancora in perfette condizioni,
L' ingresso, presenta un corridoio strombato, con
nicchia a sezione trapezoidale sulla destra e
scala elicoidale a sinistra, al centro si apre la
camera circolare, del diametro di 4,60 metri, con
tre nicchie disposte a croce e con un pozzo al
centro realizzato con conci perfettamente
squadrati.
Con una scala a piano inclinato, ricavata nello
spessore murario (che alla base raggiunge i 4,40
metri), si accede al terrazzo del piano superiore
dove si trovano due ripostigli, voltati a tholos,
dei quali uno alto 2,65 metri.
Il complesso rurale è costituito da un edificio
principale a due piani, sul cui retro sono stati
addossati tre ambienti, due dei quali ad un solo
piano con probabili funzioni di stalle e fienili.
Particolare l'interno dell'ambiente a due piani -
in posizione centrale rispetto ai due più bassi -
perché conserva nel piano superiore le pareti
dipinte con fascia marcapiano e una cornice
trapezoidale a due colori, con gli angoli segnati
sulla diagonale da tre piccoli rombi, che segue il
profilo del tetto ad una falda e con le travi
lignee a vista e l'incannicciato.
Molto bello anche il cornicione dell'edificio
principale, realizzato con delle lastre
rettangolari di scisto sporgenti, a protezione
della parete dalle intemperie, su cui poggia la
tipica gronda sarda, con coppi aggettanti che
allontanano ulteriormente le acque piovane dal
muro.
L'itinerario prosegue lungo la SP 101 sino alla
località Sa Serra dove segnaliamo un punto
panoramico dal quale si può ammirare l'ampia
vallata del Goceano e i monti del Gennargentu e di
Oliena.
Proseguendo sulla SP 101 scorgiamo il castello di
Burgos che si raggiunge attraversando il paese. Di
esso rimangono gli atti della fondazione, avvenuta
nella seconda metà del XIV .
Fu eretto agli inizi del XII sec. per volere del
giudice Gonario di Torres, su un isolato picco
granitico (quota 645), in posizione dominante
rispetto a tutta l'alta valle del Tirso. Nel 1233
nel castello fu ucciso Barisone di Torres da dei
sicari mandati da Ubaldo Visconti. Nel 1288 passò
a Genova e nel 1297 ai Doria e infine nel 1349 al
Giudicato di Arborea il cui giudice, Mariano IV de
Basserra, ne dispose il ripopolamento conducendovi
25 famiglie di coloni affinché coltivassero le
terre.
Inaccessibile ad Est e a Nord per la conformazione
morfologica del terreno, la rocca conserva ancora
parte della triplice cinta delle mura in conci di
granito. Dalle mura emerge la torre quadrangolare
- restaurata recentemente e alta 16 metri rispetto
al piano del cortile - con la porta sopraelevata a
cui si accedeva tramite una scala retrattile.
Il paramento murario è in conci calcarei di
pezzatura non regolare, con cantoni trachitici di
rinforzo per gli spigoli. Nei corpi di fabbrica a
bastionatura della torre ci sono alcuni tratti di
paramento in laterizio ed in pietrame misto.
Purtroppo non rimangono tracce del coronamento
merlato che concludeva i castelli medievali.
Rimangono invece alcune feritoie fortemente
strombate e al centro un vano ipogeico,
probabilmente una cisterna scavata nella roccia.
Da segnalare a Burgos il Museo dei Beni Culturali
- noto anche come Museo dei Castelli -
recentemente realizzato con finanziamento della
VII Comunità Montana "Goceano", sul quale si sta
mettendo a punto un ulteriore progetto
scientifico, redatto dall'autorevole Prof. Roberto
Caprara, con il conseguente allestimento che
privilegerà l'aspetto
museale relativamente alle fortificazioni e/o
presidi militari. Si dovrà quindi ampliare
l'attuale sede del Museo, con l'annessione dei
locali attigui dell'ex scuola materna e con la
realizzazione di un centro studi che rivitalizzi
il Museo, estendendo la propria attività alle
strutture fortificate di tutta la Sardegna
cercando la collaborazione con analoghi centri
esistenti nel resto d'Europa.
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