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Si parte dall'area di sosta
Sa Puntighedda di Monte Pisanu
attrezzata per il pranzo all'aria aperta (fontane,
banconi in legno, barbecue) e dove è anche
possibile campeggiare (previa autorizzazione),
oppure alloggiare nell'ostello adiacente
. A fianco del cancello d'ingresso all'area è
presente la fontana di M. Pisanu
, nota per la freschissima e purissima acqua che
vi sgorga.
Poco distante sulla destra si può raggiungere la
Caserma delle Guardie Forestali di M. Pisanu
(quota 861) circondata dal vivaio forestale
e dove sono state impiantate diverse specie
arboree quali la roverella, il cedro dell'Atlante,
il castagno, il pino silvestre, la thuia gigante
ecc. Tra esse emerge un notevole esemplare di
abete bianco (Abies alba Mill.). La zona boschiva
si estende anche nella vicina area di sosta Sa
Puntighedda
.
Di fronte al bivio per la Caserma, in
corrispondenza del cartello dell'Azienda Foreste
Demaniali che indica "Funtana 'e Code" (km 0), si
oltrepassa un cancello verde e ci si immette in
una sterrata che attraversa un fitto bosco di
roverella, cedri e castagni. Dopo 400 metri si
segnala sulla destra la sorgente e l'area di
sosta Funtana 'e Code
attrezzata per il pranzo all'aria aperta con
banconi in legno disposti in una vasta area
immersa in un bosco di castagno
.
Procedendo per altri 200 metri, si sosta
brevemente in corrispondenza di un cancello verde
in legno in località Su Castannarzu
e si ammira l'intera vallata ad ovest del M. Rasu.
Qui la vegetazione arborea si dirada per lasciar
spazio a quella arbustiva (erica, ruta, cisto,
ecc.). Si prosegue in salita per incontrare dopo
600 metri una prima diramazione da seguire a
sinistra e dopo altri 300 metri una seconda
diramazione da imboccare sempre a sinistra per
giungere, dopo un centinaio di metri, sotto l'area
di sosta sita in località Pala Sa Cuana. Da
qui si svolta a destra per raggiungere la tenuta
di Monte Rasu (km 0). Percorrendo la sterrata,
lungo la quale si segnala una fontana, incontriamo
una diramazione da imboccare a sinistra e dopo 200
metri un cancello verde a destra da tralasciare
per immettersi a sinistra su una ripida discesa da
percorrere per km 1,4 fino a raggiungere la tenuta
Giannasi di Monte Rasu
dove è sito l'ex convento francescano ed una
chiesetta
in cui il 2 agosto vengono tenuti i festeggiamenti
in onore del Santo.
Nella tenuta di M. Rasu, a quota 940 metri s.l.m.,
è presente un esemplare di castagno (Castanea
sativa) che raggiunge 11 metri di altezza e 13
metri di circonferenza. Questo esemplare,
purtroppo in condizioni di forte declino
biologico, oltre a destare notevole interesse
scientifico ne ha anche dal punto di vista storico
in quanto il suo impianto potrebbe essere messo in
relazione con l'insediamento di una comunità
francescana avvenuto nel 1233 e che protrasse la
sua attività fino al 1799.
Ritornati indietro in corrispondenza dell'area di
sosta Pala sa Cuana svoltiamo a destra sulla
sterrata in salita lungo la quale segnaliamo dopo
500 metri una fontana a destra e dopo 200 metri un
cancello in legno da oltrepassare per giungere,
dopo un centinaio di metri, in località Ucca 'e
Grile in corrispondenza di un cartello direzionale
che segnala la località Sos Nibberos. Proseguendo
a destra sulla ripida salita raggiungiamo dopo 700
metri la bellissima foresta di tassi (Taxus
baccata) di Sos Nibberos
che per estensione (5,5 ettari) risulta,
relativamente alla specie citata, la più grande
d'Italia. Qui i tassi sono centinaia, maestosi e
plurisecolari. La foresta, accompagnata da alcuni
agrifogli , si estende a monte ed a valle della
sterrata sotto la quale si trova una sorgente di
acqua freschissima
. Il fittissimo bosco che non lascia quasi spazio
ad altre specie vegetali, ospita qualche ciclamino
e una varietà di rovo unica al mondo, il Rubus
arrigonii
.
Seguendo la sterrata si risale il colle a sinistra
- percorrendo il fianco del M. Rasu all'interno di
una bellissima foresta composta da roverelle,
lecci, agrifogli ed alcuni esemplari di acero
minore - e dopo alcune centinaia di metri si
raggiunge un punto panoramico . Scendendo
attraverso i boschi si incontra a destra la
fontana S'Abba Fritta
e ancora più avanti un ovile e dopo altri 300
metri una sorgente
e l'area di sosta Seddardesilo
(indicata sulla carta come Pilardesu) attrezzata
per il pranzo all'aria aperta.
Poco più avanti si diparte una diramazione da
seguire a destra su una ripida salita (km 0) -
percorrendo la quale sarà possibile osservare una
interessante fitocenosi di Thymus herba-barona,
Helichrysum italicum, Cistus salvifolium, Crocus
minimus, ecc. - per giungere dopo km1,4 a Sa Punta
Manna
, la
vetta più alta della catena del Goceano (1259
metri s.l.m.). Sulla cima sono state installate la
stazione del SAR e alcuni ripetitori,in un
ambiente circondato da roverella, agrifoglio e
qualche acero minore.
Dalla vetta del M. Rasu si può ammirare uno dei
panorami più belli dell'isola
, la media e l'alta valle del Tirso, l'altopiano
di Campeda, il Monte Santo di Siligo, le grandi
foreste di leccio e sughera della catena, e la
piana di S. Saturnino solcata dal fiume Tirso.
Ritornando indietro, sempre sulla destra,
segnaliamo l'area di sosta di Iscurtis
e la fontana omonima
, distanti poche centinaia di metri dalla
sterrata. Continuando a scendere lungo la sterrata
principale si raggiunge, dopo circa 500 metri, la
SP 6 in corrispondenza del passo di Buccaidu
(quota 1042), famoso per il vento impetuoso.
Svoltiamo a sinistra sulla strada asfaltata e la
percorriamo per km 3,5 sino a raggiungere l'area
di sosta Mercorai
. Oltrepassando il cancello verde adiacente
all'area e proseguendo sulla sterrata attraverso
un bosco di lecci si giunge dopo circa km 1 al
nuraghe Sas Doppias
,
un impianto complesso trilobato, ben conservato
nelle strutture realizzate in scisto.
Proseguendo sulla SP 6 si ritorna dopo km1,2
all'area di sosta di Sa Puntighedda, punto di
partenza del nostro itinerario.
IL
PERCORSO NEI SUOI PARTICOLARI
Dalla località Sa Puntighedda, immediatamente
sulla SP 6 , si oltrepassa un cancello verde su
una sterrata fiancheggiata da un fitto bosco di
roverella, cedri e castagni, e dove incontriamo
l'area di sosta Funtana 'e Code, attrezzata con
fontane e banconi in legno, in mezzo ad un bosco
di castagni.
Attraversando la località Su Castannarzu, ricca di
vegetazione arbustiva (erica, ruta, cisto, ecc.),
si può ammirare l'intera vallata ad ovest del
Monte Rasu e arrivare in corrispondenza dell'area
di sosta Pala Sa Cuana. Proseguendo incontriamo Sa
Funtana 'e su Preideru ad anticipare la
religiosità del luogo che dobbiamo raggiungere -
l'ex convento francescano sito al centro della
tenuta Giannasi di Monte Rasu - in territorio di
Bottidda.
Il convento di Monte Rasu fu edificato a quota 935
metri s.l.m. e viene considerato da alcuni storici
il primo insediamento dell'ordine francescano in
Sardegna. Forse fu fondato intorno al 1220 dal
Beato Giovanni Parenti, discepolo di San Francesco
d'Assisi, che guidò l'Ordine Francescano per dieci
anni dopo la morte del suo fondatore. L'ipotesi
appena citata si basa semplicemente sulla
considerazione che le spoglie del Beato Parenti si
troverebbero sepolte nella chiesetta del convento,
così come risulta da un Codice cartaceo del 1384
conservato nella Biblioteca Bodleiana di Oxford, e
questo sia una prova che egli sia stato il
fondatore di tale convento. Il convento conserva
dal punto di vista architettonico soltanto alcune
strutture originarie, come le piccole celle dei
frati o il particolare lavatoio in pietra. Nella
seconda metà del secolo scorso alcuni ambienti
sono stati adattati ad abitazione. Nel 1927 anche
la chiesa ha subito dei pesanti interventi di
restauro che ne hanno trasformato la struttura
originaria. L'intero complesso fu acquistato nel
1898 dal famoso Pellegrino Giannasi, considerato
il patriarca di Monte Rasu, che insieme alla sua
numerosa famiglia rimise in piedi il convento che
rischiava ormai il crollo dopo secoli di
abbandono. In esso la comunità francescana vi
rimase sino al 1769. Grazie al suo personale
impegno e a quello dei suoi figli il complesso è
stato restaurato e ogni anno, il 2 agosto e il 4
ottobre, si svolge la festa in onore del Santo che
richiama sul posto centinaia di pellegrini.
Nel sito - interessante anche dal punto di vista
paesaggistico - possiamo ammirare un esemplare
plurisecolare di castagno (Castanea sativa Miller)
che alcuni ipotizzano sia stato messo a dimora dai
primi francescani insediatisi. Questo esemplare,
di notevole interesse storico e scientifico, è
alto circa 11 metri e ha un fusto, purtroppo oggi
completamente cavo e aperto, della circonferenza
(misurata ad un'altezza di 1,20 metri) di 13
metri.
Ritornati indietro sino a Pala Sa Cuana si
prosegue per Ucca 'e Grile (quota 1025) - che
segna il confine tra il territorio di Bono e
quello di Bottidda - per raggiungere la ben
segnalata località Sos Nibberos.
L'area posta alle pendici nord - ovest del Monte
Rasu (5,5 ettari), ospita la formazione di tassi
più estesa d'Italia. Il nome della località deriva
dal corrispondente appellativo locale goceanino -
niberu - con il quale viene chiamato il tasso,
noto anche come "albero della morte" per via della
tassina, un alcaloide velenoso, contenuta nelle
foglie. Qui vegetano centinaia di esemplari
plurisecolari di tasso (Taxus baccata) -
probabilmente anche alcuni patriarchi millenari,
che hanno superato i 10 metri di altezza e una
circonferenza del tronco di circa 2 metri -
insieme agli agrifogli (Ilex aquifolium) tutti in
ottima salute. Questo singolare popolamento è
stato rilevato soltanto nel 1966 dal prof. Luigi
Desole che lo fece così conoscere contribuendo
alla sua valorizzazione e protezione. Oggi Sos
Nibberos sono tutelati e riconosciuti come
Monumento Naturale (precisamente nell'allegato A
alla Legge Regionale 31/1989) oltre ad essere area
di notevole interesse naturalistico per il futuro
Parco del Marghine - Goceano (area R.I.N. n° 9).
Ai bordi della foresta vegeta una varietà di rovo
unica al mondo, il Rubus Arrigonii, endemismo
puntiforme classificato pochi anni fa dal botanico
Camarda.
L'itinerario prosegue sino alla vetta più alta
della catena del Marghine-Goceano - Sa Punta Manna
(quota 1258) - raggiungibile, attraversando un
bosco misto
di roverella, leccio, agrifoglio e acero minore e
dopo aver percorso l'ultimo tratto su una ripida
salita lungo la quale possiamo ammirare una
interessante fitocenosi con elicriso ( Helichrysum
italicum), timo erba-barona (Thymus herba-barona),
scornabecco (Cistus salvifolius), e zafferano
minore (Crocus minimus).
Lungo il percorso si segnala un interessante punto
panoramico - dal quale si riconosce il profilo del
Monte Santo di Siligo in lontananza e della vicina
Punta Masiennera di Anela - la fontana di S'Abba
Fritta e un area di sosta attrezzata.
Sa Punta Manna - riconoscibile anche perché vi è
stata installata la stazione del SAR - è un
notevole punto panoramico da dove è possibile
osservare il Logudoro, il Meilogu, il Marghine, la
Barbagia e lo stesso Goceano. La vegetazione delle
aree culminali del Monte Rasu è caratterizzata
dalle garighe a ginestra spinosa e si presenta
interessante sia in relazione alla ricca
componente endemica di questa formazione, sia in
rapporto al dinamismo della vegetazione. Pertanto
l'area è stata considerata di rilevante interesse
naturalistico per il futuro Parco del
Marghine-Goceano (area R.I.N. n° 10).
Dopo una sosta nell'area di Iscurtis raggiungiamo
il passo di Buccaidu e svoltiamo a sinistra sulla
SP 6 lungo la quale segnaliamo, dopo circa km 3,5,
l'area di sosta Mercorai, non lontano dalla quale
possiamo raggiungere il nuraghe Sas Doppias, ben
conservato nelle strutture realizzate in scisto.
Dell'impianto complesso trilobato il mastio è
quello più leggibile. Dall'ingresso su corridoio,
con scala a sinistra e garitta a destra, entriamo
nella camera centrale di forma circolare,
ottimamente conservata, con tre nicchie a croce e
la chiusura a tholos alla quale manca soltanto il
giro finale di pietre.
L'itinerario si conclude, proseguendo sulla SP 6
per circa km1,2 , in corrispondenza dell'area di
sosta Sa Puntighedda. |